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VEDI 21 - 30 DI 143 TOTALI
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DATA: 15 Jun 2009, 10:54 pm / UMORE: Other
volevo salutare tutte voi del club con un grosso abbraccio e scusarmi se non mi sono fatta più sentire , ma ho avuto dei problemi causati purtroppo dalla salute di mia figlia , mi mancano le chiaccherate con voi ma purtroppo sono assorbita da questo pensiero , anche se adesso piano piano il problema si sta risolvendo ma vi garantisco che è stata dura vi mando un bacio patty
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trucioli di matita
DATA: 30 Apr 2009, 6:52 pm / UMORE: Other
TRUCIOLI DI MATITA
Quante sono le pagine del mio cassetto? Pagine vergini, ancora bianche Candide distese desiderose di un affetto Dimmi quante? …tante Le pagine bruciate sono così poche Voci di emozioni mai vissute Specchi di anime vuote Gioie non date e non ricevute Solo le pagine scritte serbo nella mente Echi di giorni felici e immagini a colori Consapevole esistenza di chi si pente Di aver dato con la gioia anche i dolori Le pagine scritte sono di ieri Un filo tracciato da un curioso destino Sono ricordi caldi, sentimenti veri Sono palle di carta in un cestino Parole graffiate con la matita Sino a far sanguinare il foglio Compagna silente fra le mie dita Spesso costretta a piegare l'orgoglio Lei sempre scura, sempre appuntita Tenuta per mano come ho voluto Costretta a cedere colore alla vita Passata alla lama, come ho potuto… Fra quelle carte, lì nel cestino C'è la mia storia, c'è la mia vita Mi scopro a piangere come un bambino Sopra la carta…i trucioli di matita.
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la storia della pasqua
DATA: 07 Apr 2009, 6:56 pm / UMORE: Other
In occasione delle feste pasquali volevo fare gli auguri a tutte le dietonaute e in più vi lascio questa storia ciao e buona pasqua patty La storia della Pasqua
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Il termine Pasqua deriva dalla parola latina pascha e dall'ebraico pesah, che significa probabilmente passaggio. Con questo nome si indicano due feste, molto diverse tra loro, una ebraica, l'altra cristiana. La Pasqua più antica è quella ebraica, con la quale si celebra la liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto e viene festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. La Pasqua cristiana celebra, invece, la Resurrezione di Cristo e viene festeggiata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio primaverile. La festa, oltre alle radicate motivazioni religiose, è legata al risveglio della natura. L'evento ha sempre avuto risonanze agresti e risale ad un'antica celebrazione con cui veniva festeggiato l'arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, tra cui le primizie del campo e dell'orto, e sacrifici di agnelli, la cui carne veniva consumata con un pasto rituale. Oggi come in passato si ritrovano sulla tavola le spighe di grano tramutate in pane, le erbe, le uova, l'agnello, irrinunciabili e caratteristici alimenti della Pasqua. |
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amicizia
DATA: 16 Mar 2009, 6:29 pm / UMORE: Other
E un giovane disse: "Parlaci dell'Amicizia. Ed egli rispose, dicendo: Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi È il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine. Egli è la vostra mensa e l'angolino accanto al fuoco. Perchè vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace. Se il vostro amico vi apre la mente, non temete il "no" nella vostra, nè trattenete il vostro "si". E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d'ascoltare il suo cuore; Perchè senza parlare, nell' amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le aspettazioni, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori. Non vi attristate, quando vi dividete dall'amico; Perchè le cose che amate di più in lui saranno più evidenti durante l'assenza, come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano. E non vi sia altro scopo nell'amicizia che l'approfondimento dello spirito. Perchè l'amore che non cerca unicamente lo schiudersi del proprio mistero, non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili. La parte migliore di voi sia per l'amico. Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso. Perchè cos'è il vostro amico, se andate in cerca di lui per uccidere il tempo? Cercatelo invece avendo tempo da vivere. Perch'egli è lì per servire al vostro bisogno, non per riempire il vostro vuoto. E nella soavità dell'amicizia fate che abbondino risa, e piaceri condivisi. Perchè è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si ristora.
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a fifgli
DATA: 15 Mar 2009, 8:22 pm / UMORE: Other
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti la perdono intorno a te, addossandoti la colpa; se riuscirai ad avere fede in te quando tutti ne dubitano, mettendo in conto anche il loro dubitare; se riuscirai ad attendere senza stancarti dell’attesa, se calunniato, non perderai tempo con le calunnie; se odiato saprai non odiare senza atteggiarti a buono e saggio;
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il tuo padrone; se riuscirai a pensare senza che il pensiero sia il tuo scopo, se riuscirai ad affrontare il successo e la sconfitta trattando questi due impostori allo stesso modo; se riuscirai ad ascoltare la tua verità distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui, o a veder crollare le cose per cui desti la vita e chinarti a raccoglierle con i tuoi logori arnesi.
se riuscirai ad accumulare le tue vincite e giocarle e perderle e ricominciare tutto daccapo, senza una parola di stizza o di rimpianto; se riuscirai a tendere cuori, nervi e muscoli, benché sfiniti, a servire i tuoi scopi, e a tener duro quando in te non resta più niente tranne la forza di dire "resisti!"
se riuscirai a parlare con i barboni e con i re senza cambiare il tono della tua voce; se né gli amici più cari né i nemici più accaniti riusciranno più a ferirti; se tutti contano per te, ma nessuno più degli altri; se riuscirai a riempire l’attimo che scorre in una cosa che valga sessanta secondi; tua sarà la terra con tutto quello che ci cresce sopra; ma quel che più conta tu sarai un Uomo, figlio mio! (Kipling)
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crostata alla mimosa
DATA: 08 Mar 2009, 7:19 pm / UMORE: Other
Torta mimosa ..
Ingredienti per la base: - 125 gr. di farina speciale per torte (io farina 00) - 120 gr. di zucchero- 3 uova grandi - 1 pizzico di sale- la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato- 1/2 bustina scarsa di lievito in polvere per dolciIngredienti per crema chantilly:- 2 tuorli d'uovo - 50 gr. di zucchero - 40 gr. di farina - 250 ml. di latte - scorza intera di mezzo limone - 200 ml. di panna montataIngredienti per la bagna- succo di ananas sciroppato*un paio di fette di ananas sciroppatoPreparazione: in una ciotola montate a crema le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, unite il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone e a poco a poco la farina setacciata, aggiungete per ultimo il lievito setacciato. Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata di 20 cm. e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare.
In un tegame montate a crema i tuorli con lo zucchero, unite a poco a poco la farina setacciata e continuando a mescolare aggiungete il latte a filo e la scorza di limone, mettete il tegame sul fuoco a fiamma moderata e mescolate con un cucchiaio di legno rigirando sempre nello stesso verso fino a far addensare la crema. Togliete la crema dal fuoco, scartate la scorza di limone e fatela raffreddare mescolandola di tanto in tanto per evitare che si formi la pellicina in superficie. Mescolate poi delicatamente la panna montata alla crema. Prendete il pan di spagna e con un coltello tagliate delicatamente tutta la crosta esterna, tagliate poi un disco nella parte superiore di 1 cm. circa.
Togliete delicatamente parte della mollica interna formando nel disco inferiore una cavità e mettetela da parte, bagnate i 2 dischi con lo sciroppo dell'ananas o con quello che preferite. Versate una parte della crema nella cavità inferiore della torta e livellate con una spatola, mettete i pezzi di ananas e chiudete con il disco superiore e spalmate la torta con la crema rimanente. Tagliate la mollica in tanti piccoli dadini e distribuiteli su tutta la superficie e i bordi laterali della torta, facendoli aderire sulla crema. Mettete la torta in frigo e al momento di servire spolverizzatela di zucchero a velo.
by Dolci Ricette
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la leggenda della mimosa
DATA: 08 Mar 2009, 6:54 pm / UMORE: Other
AUGURI A TUTTE LE DONNE VI POSTO QUI LA LEGGENDA DELLA MIMOSA 
In un paese lontano, all'altro capo del mondo, nell'isola di Tasmania, ed in un tempo altrettanto lontano, nacque il fiore della mimosa. Gli abitanti dell'isola n raccontano la leggenda. In quel tempo, l'isola era dominata da un re guerriero, molto coraggioso e bello, alto ed agile, di pelle scura e coi capelli neri e lucenti come l'ala dei corvi, ma col cuore indurito dalle numerose battaglie. Così era tutta la sua gente: alta, scura di pelle e brusca di modi, con lunghi, lisci capelli a incorniciare il viso severo. Essi amavano i combattimenti contro le numerose tribù nemiche, e le cacce pericolose alle belve che infestavano l'isola. Combattimenti e cacce che affrontavano con altre grida crudeli, per spaventare il nemico. Un giorno, durante l'ennesimo combattimento, il re venne gravemente ferito. La madre e la sorella del re amavamo molto il loro caro, ma non amavano affatto la sua bella e giovane moglie, che non giungeva gradita al loro cuore, duro quanto quello di lui. La giovane regina era una creatura del tutto diversa, piccola di statura, timida e gentile, con i capelli arruffati in corti riccioli, biondi come batuffoli d'oro, la pelle dorata come miele puro e una bassa voce soave che sembrava una musica. Pareva giunta lì da un altro mondo, la piccola regina, da un mondo di fiori, di sorrisi e di pace. Le due donne, scarne, scure e crudeli come il loro congiunto regale, erano inevitabilmente gelose della dolce, tenera bellezza di lei. Approfittando della timidezza della piccola sposa, le due donne si precipitarono a curare il loro congiunto, trattenendo con vari pretesti la moglie lontana dalla tenda dove giaceva il ferito. Lei si disperava, perché era molto innamorata di quel suo marito rude e forte, ma non osava far valere i propri diritti di moglie, dimentica, nel suo sgomento, che erano anche doveri, temendo di far cosa sgradita alla suocera ed alla cognata, e quindi di turbare la convalescenza dell'uomo che amava. La piccola regina era sola, nessuno la consigliava, perché i cortigiani, con la viltà dei deboli, si erano schierati dalla parte che intuivano più forte, e crudele, in quella lotta silenziosa per impadronirsi del cuore del Re. Passarono i giorni, che divennero settimane, e poi mesi. Quando infine il Re fu guarito era ormai solo desideroso di punire la piccola regina le cui visite aveva tanto aspettato, senza che il suo orgoglio di re gli avesse permesso di ordinare la presenza della donna che nel suo cuore invocava. E dunque il Re bandì dal suo cospetto, senza esitazione, la giovane moglie innocente, senza nemmeno volerne ascoltare le ragioni, tanto il solo vederla, ormai, gli riusciva sgradito. Giunse infine il fratello a riprendersela, il fratello, della stessa impietosa razza del Re. Venne per riportarla a casa, ripudiata, libera, lei che era cinque volte madre, di darsi ad un altro uomo. Ed in soli sette giorni il fratello la rimaritò ad un Principe di luoghi lontani, distanti dal regno dal quale la piccola regina era stata senza colpa bandita. Pure, timida e dolce com'era, la piccola, infelice Azar, ormai senza più lacrime né desideri, non si ribellò al suo destino. Chiese soltanto, come dono di nozze, un velo che le consentisse, nel lungo viaggio per raggiungere la sua nuova dimora, di coprirsi il volto ed il corpo, per non essere riconosciuta quando fosse passata dalle terre di Asan, padre dei suoi figli e crudele signore, poiché l'incontro coi suoi piccoli le avrebbe senza alcun dubbio spezzato il cuore. Il Principe suo nuovo sposo era meno duro di cuore di Asan, e in qualche modo la disarmata dolcezza della piccola regina scacciata dal suo regno ebbe a parlare al suo cuore. La giovane ebbe dunque il suo velo, col quale si ricoprì interamente. Ma quando passò davanti alla reggia che era stata sua, i figli di lei, che ogni giorno spiavano dall'alto delle torri il ritorno della madre, la riconobbero nonostante il lungo velo ed accorsero piangendo e invocando a gran voce il suo ritorno. Ancora una volta, Azar fece appello alla pietà del suo nuovo Signore, chiedendo che le fosse consentito fermarsi un momento, e lasciare un dono a ciascuno dei figli. Ed il Principe ebbe ancora una volta pietà della piccola sposa disperata, e acconsentì alla richiesta. Così, Azar poté regalare ai suoi bambini stivali trapunti d'oro, e lunghe, ricche vesti alle fanciulle, e lascio un abitino per il più piccolo, che dormiva ignaro nella culla. Il padre però, da lontano, vide tutto questo, e richiamò a sé i figlioli, che dimenticassero in fretta la madre indegna di loro. Azar sentì quella voce dura dettare ancora una volta il suo destino, e ancora non seppe trovare parole a difesa della sua inutile innocenza. Si accasciò allora, ormai sfinita dall'ingiustizia e dal dolore, e sopra di lei il lungo velo di nuova sposa si posò pietoso a coprirla da tutti gli sguardi. Andò più tardi il suo nuovo Signore a riprendersi l'infelice creatura, deciso a regalarle una vita intera di felicità. Ma ormai il destino di Azar era giunto a compimento. E fu così che il Principe pietoso, sotto il lungo velo che era stato il suo dono di nozze, non trovò che un fragile arbusto fiorito di mimosa, ben abbarbicato con le sue radici alla terra, deciso a non lasciarsi strappare dal luogo dove era tutto il suo cuore, i piccoli fiori odorosi a ricordare ai figli di Azar i batuffoli biondi che ricoprivano il capo della loro madre, al tempo in cui era stata felice. Ad Azar, così dolce, remissiva, obbediente e infelice, il tempo renderà poi giustizia alla sua bizzarra maniera: perché il fiore nato da lei verrà riconosciuto da tutte le donne come il simbolo della propria presa di coscienza, e della capacità di decidere esse stesse il proprio destino. Apparentemente delicato, in realtà forte e resistente, impossibile da sradicare, contro il suo volere.
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DATA: 03 Mar 2009, 11:25 pm / UMORE: Other
Una madre e suo figlio stanno camminando sulla spiaggia. Ad un certo punto il bambino dice: "Mamma come si fa a mantenere un’amicizia?" La madre guarda il figlio sorridendo e poi gli dice: "Raccogli un po’ di sabbia." Il ragazzo si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima. La madre allora, sempre sorridendo: "Ora stringi il pugno…" Il ragazzo stringe la mano attorno alla sabbia e vede che, più stringe, più la sabbia gli esce dalla mano. "Mamma, la sabbia se ne scappa…" "Lo so, caro… Ora tieni la mano completamente aperta…" Il ragazzo ubbidisce, ma una folata di vento porta via parte della rimanente. "Anche così non riesco a tenerla…" E la madre, sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro po’, e tienila con la mano aperta a cucchiaio…" Il ragazzo riprova, e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, ed è protetta dal vento. "Ecco come far durare un’amicizia…"
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l'amore
DATA: 02 Mar 2009, 1:00 pm / UMORE: Other
Quando l'amore vi chiama, seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui. Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui. Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino. Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà. (Kahlil Gibran)
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